Come gestire i pensieri negativi e scegliere narrative che ti supportano

I pensieri negativi possono arrivare, ma non devi necessariamente consegnare loro il tuo potere. In questo articolo ti parlo di come gestire i pensieri negativi, osservarli, mettere in discussione le convinzioni limitanti e scegliere con intenzione quali pensieri e narrative nutrire.

Martina Vismara

10/27/20266 min read

Prato fiorito, metafora del cambiamento dei pensieri e delle narrative
Prato fiorito, metafora del cambiamento dei pensieri e delle narrative

I pensieri arrivano, ed è inevitabile. Scegliere i pensieri che arrivano nella nostra mente è difficile. Puoi però scegliere come rispondere ad essi, quanto potere attribuir loro, se crederci, se intrattenerli oppure se lasciarli andare. Per me, gestire i pensieri negativi non significa necessariamente impedire che arrivino. Significa diventare consapevole di ciò che accade nella tua mente e scegliere che cosa fare di quei pensieri. Rendermi conto di avere questa scelta è stato uno dei passaggi che mi ha permesso di sentirmi molto più empowered e di assumere una posizione di self-leadership nella mia vita.

Un pensiero può essere l'espressione di una convinzione che ci portiamo dentro, ma può anche essere semplicemente un pensiero che arriva. Ciò che conta è che cosa fai di quel pensiero. Puoi interrogarlo, osservarlo, capire da dove arriva. Puoi decidere se credergli, se soffermarti su di esso, se intrattenerlo fino a renderlo parte della tua narrativa oppure se lasciarlo andare.

Come eliminare i pensieri negativi? Forse non è questa la domanda

Se ti stai chiedendo come eliminare i pensieri negativi o come smettere di pensare negativo, voglio invitarti a guardare la questione da un'altra prospettiva. Il punto, per me, non è necessariamente fare in modo che un pensiero negativo non arrivi più. Il pensiero può arrivare. La domanda è: che cosa fai quando arriva? Gli credi? Lo intrattieni? Gli consegni autorità? Oppure lo osservi, lo metti in discussione e scegli se lasciarlo andare? Ed è qui che, secondo me, inizia il vero cambiamento.

Questo pensiero, questa narrativa, mi serve oppure no?

Questa è una domanda molto semplice e diretta che ho iniziato a pormi un po' di tempo fa e che condivido con te, così che tu possa iniziare a fare lo stesso, se ciò ti risuona: “Questo pensiero, questa narrativa, mi serve oppure no?”

Mi viene in mente un esempio che avevo sentito fare da una donna durante un evento online. Raccontava che, quando pubblica un contenuto online e non riceve la risposta o la reazione che si aspettava, potrebbe arrivare un pensiero come: “Ciò che dico non interessa a nessuno.” E anziché entrare nella spirale negativa dell’autosabotaggio, lei sceglie di raccontarsi un'altra narrativa: “Quello che ho condiviso è talmente profondo che chi l'ha letto è rimasto colpito e sta riflettendo.” E lei stessa diceva: questa è una narrativa che mi sono costruita io, è vero. Ma perché dovrei dare retta a un pensiero, a una credenza, che non mi serve? Ho la possibilità di scegliere un'altra narrativa. In entrambi i casi, sto scegliendo. Quindi è meglio farlo in un modo costruttivo, che mi aiuta.

1. Tu non sei i tuoi pensieri e le tue narrative

Le convinzioni e le credenze che ti porti dentro non sono parti di te dalle quali non puoi separarti. Eppure spesso ci relazioniamo ad esse come se lo fossero. Non le mettiamo in discussione e, inconsapevolmente, lasciamo che esercitino un forte potere su di noi: influenzano le nostre scelte, il nostro modo di comportarci, il modo in cui viviamo la nostra vita. Quando mi sono pienamente resa conto, e non solo a livello mentale, ma proprio con tutta me stessa, che io non ero i miei pensieri, non ero le mie credenze e che potevo separarmi da determinate convinzioni e narrative, ho percepito una forte sensazione di self-empowerment.

Magari in questo momento stai pensando: “Sì, bella la teoria. Ma per me non funziona. Io non riesco a distaccarmi dai miei pensieri, dalle mie convinzioni.”

Allora voglio invitarti a fare una cosa molto concreta. Prendi proprio questa affermazione: “Io non riesco a distaccarmi dai miei pensieri, dalle mie convinzioni.” Scrivila su un foglio, dilla ad alta voce oppure visualizzala davanti a te come se fosse scritta su un muro. Guardala. Quelle sono parole. E tu non sei quelle parole. Puoi guardare quel pensiero e dire: “Questo è un pensiero. Io non sono questo pensiero.” E poi chiederti: “Questo pensiero mi serve?”

2. Scegli a quali pensieri dare autorità

Se credi fortemente che cambiare le tue convinzioni e le tue narrative sia difficile, complicato, quasi impossibile, guess what? Continuerai con la tua vita. Tornerai alla tua routine e niente cambierà. Ma puoi mettere in discussione quella convinzione. Puoi dire:

“Okay. Mi rendo conto che ho questo pensiero. Ho creduto in questa narrativa fino ad adesso, ma scelgo di metterla in discussione. Scelgo di non continuare a intrattenerla. Scelgo un'altra narrativa.” Quel pensiero, così come altri pensieri automatici negativi e autosabotanti possono ritornare, possono continuare a presentarsi ed è normale. Il punto è se gli consegni autorità o no. Puoi osservarli, riconoscerli e decidere nuovamente che cosa farne.

3. Scegli intenzionalmente di cosa nutrire la tua mente

Ma c'è un altro passaggio importante.

Non si tratta soltanto di riconoscere i pensieri negativi quando arrivano. Puoi diventare proattiva in questo processo e scegliere, con intenzione e consapevolezza, di cosa nutrire la tua mente. Pensa ai discorsi che fai con le altre persone. Alle persone che frequenti. Ai contenuti che guardi sui social e online. A ciò che leggi e ascolti. Tutto questo è nutrimento per la tua mente. Puoi quindi iniziare a chiederti: “Che cosa sto nutrendo?” “Ciò a cui mi espongo sostiene il modo in cui voglio pensare, sentirmi e vivere?” Puoi scegliere intenzionalmente contenuti, conversazioni e persone che rafforzano le convinzioni e le narrative verso le quali vuoi andare. Puoi fare journaling. Puoi ascoltare meditazioni guidate o audio di riprogrammazione del subconscio che rafforzano convinzioni positive e potenzianti.

Puoi chiederti:

“A che cosa voglio credere?”
“Quale narrativa voglio intrattenere?”
“Su che cosa voglio focalizzarmi?”

Cambiare il proprio modo di pensare non è quindi un processo passivo. Richiede consapevolezza, intenzione e partecipazione attiva.

4. Sostituisci attivamente i pensieri negativi con pensieri e narrative potenzianti

Non basta togliere nutrimento a ciò che non vuoi più. È fondamentale iniziare a nutrire ciò che vuoi al suo posto. Ed è qui che entra in gioco il processo di cambiare i pensieri negativi in positivi e di sostituire progressivamente le vecchie narrative con convinzioni e narrative potenzianti.

Mi piace immaginare questo processo come un campo pieno di erbacce che, pian piano, si trasforma in un prato fiorito. Se per anni hai nutrito determinate convinzioni limitanti, non puoi aspettarti che il campo cambi semplicemente perché un giorno decidi di non voler più vedere le erbacce. Inizi a prenderti cura del campo. Togli progressivamente ciò che non vuoi più nutrire e, allo stesso tempo, pianti qualcosa di nuovo. Lo annaffi. Te ne prendi cura. Continui a nutrirlo e a focalizzarti su di esso. Porti la tua attenzione su quel seme che sai si trasformerà in un bel fiore. Le erbacce possono ricomparire. E il fatto che ricompaiano non significa che il lavoro che stai facendo non stia funzionando. Continui a scegliere che cosa vuoi coltivare. Con intenzione, con dedizione, con pazienza e costanza. E, pian piano, il paesaggio cambia.

Allo stesso modo, più lavorerai su te stessa e più cambierai la tua realtà interiore: determinati pensieri autosabotanti, limitanti e negativi inizieranno a presentarsi meno frequentemente e lasceranno spazio a nuove narrative potenzianti che diverranno sempre più famigliari. Questa trasformazione avviene pian piano, in modo attivo. Non puoi essere passiva in questo processo.

5. Come cambiare le convinzioni limitanti quando sono profondamente radicate

Quando determinate convinzioni sono molto forti dentro di noi, lavorare soltanto in superficie può non bastare. Ed è qui che lavorare più in profondità gioca un ruolo fondamentale.

Con pratiche come l'ipnoterapia, infatti, possiamo scoprire l'origine di una determinata convinzione, ma soprattutto possiamo far sì che quell'episodio passato non abbia più un impatto sulla tua vita presente. Questo può aiutarti nel processo di lasciare andare convinzioni limitanti e creare nuove convinzioni potenzianti che ti supportino nella vita che desideri vivere.

Se senti che una convinzione è troppo radicata e sei stufa di sentirla dentro di te ancora e ancora, possiamo esplorarla insieme. La prima sessione di ipnoterapia è gratuita: prenota la tua prima sessione.

Scegli a quali pensieri e narrative dare il tuo potere

Ed è esattamente nel momento in cui diventi consapevole dei tuoi pensieri che puoi scegliere di compiere una transizione potente: dal vittimismo, dal fatto di subire la realtà (consegnando autorità ai pensieri), alla self-leadership (scegliendo su quali pensieri focalizzarti).

Ricordati:

1. Tu non sei i tuoi pensieri e le tue narrative.

2. Hai il potere e la capacità di osservare le tue convinzioni, metterle in discussione e scegliere se continuare a crederci.

3. Puoi scegliere intenzionalmente che cosa nutrire e coltivare nella tua mente.

Puoi scegliere di lasciarti alle spalle determinate narrative e sceglierne di nuove. Nessuno te lo vieta. O meglio: se continui a sottoscrivere alle stesse narrative, stai scegliendo di vietare un cambiamento a te stessa.

Quando hai creduto per anni a determinate narrative e inizi a metterle in discussione, stai lasciando qualcosa di familiare per qualcosa di nuovo. E quindi ci vogliono lavoro su se stessi, pazienza, ripetizione, costanza. Ma sappi che il cambiamento è possibile.

Sia che tu decida di iniziare ad osservare e a separarti dalle tue narrative, sia che tu ti dica “non ho voglia, non ho l'energia di fare questo lavoro”, ti ricordo che stai scegliendo la direzione che la tua vita prende.

Quali occhiali scegli di indossare?

Nel mio corso gratuito Il potere della Certezza parlo di occhiali che indossiamo, con lenti blu o rosse. Se scegli di indossare gli occhiali blu e sei consapevole di questa scelta, non puoi aspettarti che la tua realtà sia rossa o di un altro colore. E viceversa. Se invece hai indossato gli occhiali blu e vorresti iniziare a metterti quelli rossi, ma ti mancano gli strumenti, quello è un altro discorso. In questo secondo caso, sappi che gli strumenti esistono e, una volta acquisiti, tu hai la capacità ed il potere di utilizzarli e creare quindi un cambiamento interiore.

Se desideri essere accompagnata in questo percorso

Se ti senti pronta a scegliere convinzioni e narrative che ti sostengono, la prima sessione di ipnoterapia è gratuita (circa 90 minuti, online). Prenota la tua sessione gratuita.

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